Avventura in oriente | Volkswagen Blog

Avventura in oriente

Giu 12, 2018 | Sport

Il Sultanato dell’Oman è contraddistinto da deserti, montagne e spiagge. Per visitare questo paese della Penisola araba, si consiglia dunque di dotarsi di un veicolo tenace come il pick-up Amarok, in grado di affrontare senza problemi piste sterrate e dune di sabbia.

«Spediti nel deserto»: ciò che normalmente non promette niente di buono, si rivela un’esperienza indimenticabile per il gruppo di giornalisti svizzeri chiamati a partecipare all’Amarok Adventure Tour. Organizzato da VW Veicoli Commerciali, il viaggio attraversa uno dei paesi più antichi, ma al tempo stesso più accessibili della Penisola araba: il Sultanato dell’Oman. Uno dei giornalisti racconta in esclusiva per il nostro blog le sue esperienze dell’Amarok-Tour.

«Scoprire» le qualità dell’Amarok

Il primo giorno lo trascorriamo nella capitale Mascate per incominciare a conoscere il luogo. Il programma prevede la visita del suq, il mercato di questa città di 650 000 abitanti. Ma non siamo qui per fare i turisti, bensì per «scoprire» letteralmente le qualità dell’Amarok in condizioni estreme. Prima conclusione dopo un primo giro ricco di curve fuori città: l’Amarok si dimostra ben educato sulla strada.

Un veicolo esotico nel Sultanato

Il pick-up attira molti sguardi durante la trasferta. Volkswagen è una marca rinomata in Oman, ma l’Amarok è ancora piuttosto sconosciuto. Eppure, ha tutte le qualità per sfondare nel Sultanato, soprattutto, come scopriremo a breve, al di fuori delle strade asfaltate.

Tra i monti con 258 CV

Il convoglio si lascia alle spalle la costa per inoltrarsi nell’entroterra, verso i monti dell’Hajar. La ripida pista sconnessa si avvita attorno alla montagna con curve tanto strette da far girare la testa. Il nostro Amarok è sospinto dal nuovissimo motore 3.0-V6-TDI (vedi riquadro) da 258 CV e cambio automatico a 8 marce e, grazie alla trazione integrale 4MOTION, né le ripide salite né i fondi stradali poco stabili riescono a fermarlo. Passiamo la prima notte del tour in una tenda su un altopiano situato a circa 2000 metri sopra il livello del mare.

Un’oasi si apre davanti a noi

Il mattino seguente lasciamo il veicolo che ci ha portati fin lì e ci mettiamo al volante di un pick-up blu con pratica copertura a tapparella della superficie di carico invece di quella rigida. Anche se la potenza è di «soli» 163 CV, il suo motore V6 seduce con il suo comportamento – i motori da sei cilindri sono ormai un marchio di fabbrica dell’Amarok. Dopo aver attraversato letti di fiumi in secca e superato mandrie di cammelli, veniamo sorpresi da un improvviso rumore di acqua. Costeggiando un ruscello il nostro gruppo risale la valle fino a raggiungere un luogo davvero magico, il lago dell’oasi Wadi Bani Khalid.

In mezzo al deserto

Lasciata l’oasi, ecco il deserto. Prima di affrontarlo, occorre ridurre la pressione degli pneumatici, portandola a 1,2 bar. La distesa di sabbia incomincia subito dietro Bidiyah, eccome! Con la trazione integrale attivata e il differenziale bloccato, la colonna avanza da una duna all’altra.

Un pick-up tra i SUV di lusso

Il viaggio fa tappa in un accampamento che si rivela un alloggio di alto livello, con camere individuali, doccia e gabinetto. Nel parco veicoli davanti all’infrastruttura, l’Amarok non stona minimamente al cospetto dei SUV di lusso. La delegazione svizzera chiude la serata dopo una cena eccellente fumando un narghilè. Di ritorno a Bidiyah, occorre aumentare di nuovo la pressione degli pneumatici per affrontare l’asfalto. Poi gli equipaggi si dirigono singolarmente verso Mascate – trovare la strada è un gioco da ragazzi con il sistema di navigazione «Discover Media» dell’Amarok.

L’amarok seduce sotto ogni aspetto

Per concludere, ci attende ancora un benvenuto da parte delle autorità competenti per il turismo: il ministro e la sua delegazione dimostrano grande interesse, soprattutto nei confronti dell’Amarok, le cui peculiarità potrebbero conquistare anche le strade dell’Oman. Per noi, in ogni caso, l’esame è superato. Qui e ovunque nel mondo.

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