Caricare con l’elettricità autoprodotta | Volkswagen Blog

Caricare con l’elettricità autoprodotta

Apr 18, 2019 | Persone

Lo scorso autunno, nel giro di poche settimane, casa mia si è arricchita quasi contemporaneamente di un impianto fotovoltaico sul tetto e di una Volkswagen e-Golf in garage.

Lo scorso autunno, nel giro di poche settimane, casa mia si è arricchita quasi contemporaneamente di un impianto fotovoltaico sul tetto e di una Volkswagen e-Golf in garage. Nei mesi invernali l’impianto fotovoltaico è stato poco redditizio, ma da aprile di quest’anno nella maggior parte dei giorni fa registrare un notevole surplus di energia, che potrei immettere nella rete elettrica comunale con un piccolo compenso. Io però ho deciso di aumentare il mio consumo proprio tramite il mio sistema Smart Home, in tal modo durante il giorno, in caso di surplus fotovoltaico, il boiler dell’acqua calda si scalda e anche l’auto elettrica, la Volkswagen e-Golf, si ricarica.

Chi ha già provato il piacere di viaggiare con un’auto elettrica non torna più indietro al motore endotermico e diventa quasi automaticamente un promotore della mobilità elettrica. È accaduto lo stesso a me: l’interazione con il proprio impianto fotovoltaico offre sensazioni fantastiche, non solo alla guida, ma anche durante la ricarica. Dalla primavera all’autunno sono in grado di alimentare la mia e-Golf con oltre l’80% di energia autoprodotta. Il bilancio è quindi positivo non soltanto dal punto di vista ecologico, ma anche da quello economico: l’energia viene consumata laddove prodotta. Naturalmente queste cifre dipendono da numerosi fattori come dimensioni dell’impianto fotovoltaico, tragitti quotidiani e anche orari di lavoro (quando posso ricaricare?), ma a chi ne ha la possibilità lo consiglio caldamente.

Credo anche che soluzioni come questa possano rappresentare una spinta importante per la mobilità del futuro, se poi anche i datori di lavoro investiranno in impianti fotovoltaici e li metteranno a disposizione dei propri collaboratori per le loro auto, le cose non potranno che migliorare ulteriormente.

Vai all’articolo completo del blog di Hans Fischer, blogger tecnologico

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