La T-Roc Cabriolet a Maiorca – Sulla strada dei sogni con la brezza sulla pelle | Volkswagen Blog

La T-Roc Cabriolet a Maiorca – Sulla strada dei sogni con la brezza sulla pelle

Mag 20, 2020 | Persone

Abbiamo portato (prima del lockdown) la nuova T-Roc Cabriolet a fare un giro sul percorso panoramico più spettacolare di Maiorca. Guidare non è mai stato così emozionante.

Ma-10: dietro questa semplice sigla si nasconde niente di meno che una delle strade più varie e sbalorditive d’Europa. Un percorso che si snoda su 115 chilometri di curve, portando da Andratx, sulla costa occidentale dell’isola, a Pollença, a nord, passando per la costa e superando le montagne di Tramuntana. Un tragitto che, teoricamente, può essere completato in poco meno di tre ore. Ma sarebbe un vero e proprio sacrilegio non soffermarsi ad ammirare il panorama mozzafiato che si presenta agli occhi degli automobilisti dopo praticamente quasi ogni curva. Come se non bastasse, lungo il tragitto vi sono diverse attrazioni da scoprire: un’ottima scusa per prolungare i tempi di percorrenza di qualche giorno, aggiungendo alcune tappe al proprio itinerario.

Ma soffermiamoci su una cosa alla volta. Un viaggio straordinario non sarebbe lo stesso se non a bordo di un’auto speciale. E il nostro veicolo di prova lo è senz’altro: la nuova T-Roc Cabriolet. Questa crossover combina la posizione di seduta rialzata di un SUV con l’esperienza di guida all’aria aperta di una cabriolet, il tutto arricchito da un design di grande impatto che cattura ogni sguardo sia con la capote aperta che chiusa.

Un soft top come i classici VW

Iniziamo il nostro tour ad Andratx, il cui porto in estate si trasforma normalmente nel punto d’incontro del jet set dell’isola. La nostra prima mossa? Ovviamente aprire il soft top in tessuto. Proprio come per i leggendari classici decappottabili, come il Maggiolino e la Golf Cabriolet, anche l’ultimo arrivato della famiglia open-air Volkswagen è dotato di un tettuccio in tessuto.

L’apertura è completamente automatica: bastano circa nove secondi per far sparire il soft top anche in marcia, a una velocità fino a 30 km/h. E non dimenticatevi di spalmare un po’ di protezione solare prima di mettervi al volante!

Sulla Ma-10 è praticamente impossibile sbagliare percorso. Nonostante ciò, inseriamo comunque il tragitto nel navigatore: dopo tutto, vogliamo vedere che cosa ha da offrire la T-Roc Cabrio anche dal punto di vista tecnologico. E i vantaggi sono innumerevoli: dotata di un sistema di infotainment di ultima generazione, l’auto è sempre connessa e fornisce ad esempio dati sul traffico in tempo reale. Se lo si desidera, è possibile visualizzare l’itinerario a schermo intero sul display Active Info, proprio davanti agli occhi del conducente.

Pura sensazione cabriolet

Già dopo pochissimi chilometri possiamo intravedere le prime note di turchese del Mar Mediterraneo che, in un primo momento, appare timido tra le montagne di Tramuntana, per poi rivelarsi finalmente ai nostri occhi in tutto il suo splendore. Adesso la strada procede lungo la costa scoscesa. Davanti a noi, un susseguirsi di paesaggi da cartolina che rende veramente difficile rimanere al volante. La voglia di fermarsi a ogni punto panoramico è tanta! I due borghi pittoreschi di Valldemossa e Deià sono l’ideale per una sosta intermedia.

È proprio in questo tratto del nostro percorso che tutti i vantaggi della T-Roc Cabrio trovano massima espressione: basta infatti aprire la capote per non essere più meri spettatori ma vivere appieno le emozioni del momento. Il verso dei gabbiani in sottofondo, l’odore dei boschi di pini e il vento caldo sul viso: è difficile immaginare un’esperienza di guida migliore di questa. Per non parlare poi dei panorami…

TSI Power per la T-Roc Cabriolet

Dopo la cittadina di Sóller, nota per i suoi numerosi aranceti e il tram di legno, assistiamo a un incredibile cambio di scenario. Curva dopo curva, la strada continua a salire sempre più ripida. È qui che il motore a benzina turbo (TSI) da 1,5 l può mostrare di che pasta è fatto. Grazie ai suoi 150 CV, combinati con il cambio a doppia frizione con 7 rapporti, questa cabriolet si muove con estrema leggerezza anche in montagna, nonostante il suo peso di ca. 1500 kg.

E non si ferma davanti a nulla, arrivando fino ai due bacini ai piedi del Puig Major, che con i suoi 1445 metri è la montagna più alta dell’isola delle Baleari e spesso in inverno presenta una vetta innevata.

Dopo il secondo bacino, il Gorg Blau, segue un breve tunnel. All’uscita lasciamo in via del tutto straordinaria la Ma-10 per avventurarci su quello che può essere definito un vero e proprio capolavoro dell’edilizia stradale: un percorso lungo quasi 13 chilometri e caratterizzato da innumerevoli tornanti che si snoda verso il comune di Sa Calobra, situato a quota 682 metri sul livello del mare in direzione della costa. Il clou: una curva di 270 gradi, la Nus de sa Corbata (nodo della cravatta).

Compatta come la Volkswagen Golf

Soprattutto in alta stagione, la situazione su questa strada può diventare molto stretta. Per questo è un vantaggio che la T-Roc Cabriolet presenti dimensioni compatte simili a quelle della Golf e della T-Roc tradizionale. E anche in termini di sicurezza tiene testa al modello chiuso della stessa famiglia

grazie alla protezione antiribaltamento, che in pochi secondi scatta verso l’alto dietro i sedili posteriori, al telaio del parabrezza rinforzato e agli altri rinforzi della carrozzeria. La nuova cabrio è inoltre equipaggiata di serie con i principali assistenti di sicurezza.

In quest’atmosfera da sogno, però, non ci va di pensare a tali situazioni difficili. Pertanto, dopo questa breve deviazione verso il mare, percorriamo gli ultimi chilometri sulla Ma-10, che termina ufficialmente a Pollença, una città ricca di storia. Ma non abbiamo nessuna voglia di dire addio alla nostra T-Roc Cabriolet. Così continuiamo il nostro viaggio fino al Cap de Formentor, il punto più settentrionale dell’isola. Ancora una volta ci godiamo l’assetto sportivo scattante, sterziamo su ogni curva con una certa sensazione di compiacimento stampata sul viso e finalmente arriviamo al faro, dove ci fermiamo ad ammirare il tramonto.

Nel frattempo l’aria si è fatta notevolmente più fresca, ma l’idea di chiudere il tettuccio sulla strada del ritorno non ci sfiora neanche la mente.

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